NUCLEO INTERDISCIPLINAR DE PESQUISAS SOBRE O IMAGINARIO Bandeau Universidade Federal de PE
Associação Ylê Setí do Imaginário
  IMAGINAIRE DE L'ENVELOPPEMENT / DEVELOPPEMENT  

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XV Ciclo di Studi sull’Immaginario

Congresso Internazionale
07 - 10 ottobre 2008
Park Hotel / Hotel Vila Rica - Recife - Brasile
TEMA
IMMAGINARIO DEL COINVOLGIMENTO/SVILUPPO

Per quel che riguarda il “percorso antropologico”, Gilber Durand ritiene che la tensione tra due poli è responsabile per qualsiasi dinamica socioculturale. Quindi, il coinvolgimento e lo sviluppo vengono qui considerati come poli tra i quali si trovano incluse le dimensioni della vissuto che riguarda i vari ambiti, principalmente quello politico, ma anche quello della coscienza di ognuno, relativamente alle proprie responsabilità sociali, come le questioni etiche, morali e l’inclusione/esclusione sociale. Pertanto, non si tratta di stabilire un'altra dicotomia, ma di intendere queste dimensioni come polarità dinamiche.
L'idea è sorta durante lo svolgimento del precedente Ciclo di Studi che riguardava le dimensioni immaginarie della natura, dove si è potuto osservare, tra altri aspetti, il trattamento dato alla natura in funzione dei progetti di sviluppo. Inoltre, si è osservato che da un po' di tempo a questa parte i governi propongono piani di sviluppo sostenibile e di crescita accelerata. Ma, che cosa significano queste proposte in termini di vissuto e di futuro del nostro planeta? Nella stampa e nelle varie pubblicazioni scientifiche, si sono moltiplicate le critiche a questo sviluppo, cosiddetto, sostenibile*. E' stato così che, nel 2003 é stato pubblicato un libro di Stéphane Bonnevault dal titolo “Sviluppo insostenibile. Per una questione di coscienza ecologica e sociale”, dove lui dice “se nessuno sfugge allo sviluppo, è perché l’occidente si è permesso di coinvolgere, senza preavviso, il resto del mondo nella sua crociata aberrante, la crescita economica ad ogni costo, senza preoccuparsi del domani – che è ben lontano dall’essere radioso, salvo che per alcuni rari privilegiati. Dovremmo noi permettere di compromettere il futuro del nostro pianeta affinché alcuni possano impunemente garantire il loro delirio di dominio della natura e soddisfare i desideri dei suoi gigantesco ego economico?” .
Quando si tratta di società non industrializzate, il leit motiv della vissuto è il coinvolgimento: dice Virgílio M. Viana nel suo articolo “Coinvolgimento sostenibile e conservazione delle foreste brasiliane” *, riguardo i “caiçara”: “Des-envolver (des-evolvere) per le popolazioni tradizionali – non solo per i “caiçara” - significa perdere il coinvolgimento economico, culturale, sociale e ecologico con gli eco-sistemi e le loro risorse naturali. Insieme al coinvolgimento, si perde anche la dignità e a prospettiva di costruzione della cittadinanza. Si perde inoltre il sapere e con esso la conoscenza dei sistemi tradizionali di attuazione che, al contrario di quel che generalmente si pensa, possono conservare gli eco-sistemi naturali in forma più effettiva dei sistemi tecnici convenzionali. O processo di degrado ambientale se accelera tramite l’espulsione – a volte violenta – delle popolazioni tradizionali dalle loro terre. Ovviamente quelle conseguenze dello scon-volgimento non sono coerenti con la ricerca della sostenibilità del nostro Pianeta. Secondo il dizionario Michaelis, sviluppare significa levare l’involucro, scoprire ciò che era coperto; involgere significa mettersi in un involucro, compromettersi. In questo modo, potremmo dire che sviluppare una persona o una comunità significa levarla dal suo involucro o contesto ambientale; sradicarla dal suo ambiente”.
Considerando che i progetti di coinvolgimento/sviluppo riguardano specifiche visioni del mondo, e tenendo in conto le basi mitiche di queste visioni, l’obiettivo base di questo Ciclo di Studi sull’Immaginario è quello di discutere, iniziando dalle dimensioni simboliche, archetipiche e mitiche, le varie possibilità sociodinamiche ambientali di organizzazione.

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Ambiente e Sociedade n.5 - 1999

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